Non esiste un luogo in cui si può vivere in armonia ed amore senza avere nessuno screzio o litigio.
Forse, e dico forse, il luogo più "tranquillo" potrebbe essere a casa propria con la propria famiglia ma quando si esce col naso fuori dal portone, andiamo ad intrufolarci in un mondo nella quale è molto difficile trovare qualcuno con cui potresti andare d'accordo.
Un esempio? Il luogo di lavoro!
Molti dicono che più andiamo avanti col tempo, più diventa difficile convivere per 8 ore o più, con i tuoi colleghi. Vuoi che la crisi è più forte, vuoi che la gente è divenuta più egoista e maligna, noi ci ritroviamo a lavorare male ed andare in ufficio od in azienda, con tanto malcontento.
Ci ritroviamo sempre al solito punto, ovvero, l'incapacità del datore o di un superiore di gestire il personale alle proprie dipendenze.
Esistono persone che non reggono lo stress, hanno qualche piccolo problema di autocontrollo e scaricano a colleghi e subalterni la loro frustrazione ignari che questo loro comportamento non ha affatto un effetto positivo sugli altri.
Un superiore che, assalito da stati di ansia (a livello maniacale) martella i propri collaboratori, porta quest'ultimi a non essere se stessi ed a compiere il lavoro in maniera frettolosa, quindi, non terminandolo in maniera giusta. Pertanto si ha un dispendio di energia, di tempo e, nel peggiore dei casi, anche qualche perdita di soldi.
Esistono superiori che pretendono che tu stia sempre lì a leccargli i piedi, che stai lì pronto ad esaudire ogni suo desiderio: fai questo... prendi quello....in qualsiasi ora del giorno, pretendono che ti vada a casa solo quando dice lui...E tu? Puoi chiudere un occhio per un giorno, due ma pure per un periodo di tempo lungo ma poi, quando inizi a romperti i coglioni, insorgi e cominci a non rispettarlo, a riprendere in mano la tua vita, la tua dignità ed a quel punto, agli occhi del "dittatore" non sei più "quello buono", non sei più la persona affidabile.
La maggior parte di questi individui che si pensano di comandare bene, cercano persone labili, persone deboli o persone che, purtroppo si annullano perché sono obbligati (nel senso che devono tenersi quel lavoro per poter campare). Quest'ultimo, come ben sappiamo, anche loro vengono criticati e disprezzati dagli altri colleghi. Come possiamo capire, si va ad innescare il classico circolo vizioso...il cane che si morde la cosa e l'ufficio o quel ramo di quell'azienda (o se non proprio l'azienda) va a peggiorare.
Quello che voglio dire è che per evitare questa tipologia di problema, bisogna fare una scrematura a monte, ovvero, chi concorre per un posto dirigenziale, deve essere valutato bene, deve essere valutato da persone che riescano a capire che mentalità ha quel candidato e chi può fare una cosa del genere se non uno psicologo? Assurdo, voi direte, beh, in effetti non è una cosa altamente fattibile anche se non impossibile, pensando poi che nelle forze armate si ha un controllo del genere e si hanno lo stesso problemi di "uomini dittatori". Un'altra soluzione ce l'avrei ma non credo che sia proprio a norma di legge ma penso che un alternativa più diplomatica esiste: alzare la testa, non avere peli sulla lingua (ovviamente sempre osservando le leggi e la buona condotta) e vedrete che colui che vuole sottomettervi abbasserà un pò la cresta, prima o poi.
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